Spezzare un dente a metà

Spezzare un dente a metà

Qualcuno si domanderà se sia possibile rompere un dente lavandoli con lo spazzolino? Apparentemente si direbbe di no, invece è accaduto a Robbie Williams. Dopo un anno dal completo rifacimento del suo sorriso, ora la popstar britannica si ritrova un dente spezzato a metà a causa di una sessione serale di igiene orale. La disavventura viene raccontata con una massiccia dose di autoironia attraverso un impietoso paragone cinematografico, dallo stesso cantante attraverso il proprio profilo Instagram, ponendo ai sui fan un quesito logistico in vista dei suoi prossimi impegni artistici.

La scorsa estate Williams si era sottoposto a un intervento estetico per sostituire i suoi denti naturali, spiegando pubblicamente le ragioni del loro precedente deterioramento: “Ne abbiamo passate tante insieme. Ma ora è il momento di voltare pagina. Addio miei piccoli amici gialli e tozzi. Mi hanno servito bene, ma ne ho assolutamente abusato. Ci ho aperto bottiglie. Li ho macchiati con l’espresso. Ci ho strofinato sopra la cocaina. Non li ho lavati bene e li ho digrignati per tre interi decenni”.

Robbie Williams su Instagram

L’aspetto così naturale del nuovo sorriso di Williams è stato ottenuto attraverso l’applicazione di corone complete realizzate in ceramica, modellate accuratamente seguendo la cosiddetta “sezione aurea” per meglio adattarsi alle proporzioni del viso. Purtroppo una di queste nuove corone ha improvvisamente subito un inaspettato cedimento strutturale.

Le corone in ceramica, in particolare quelle veneered (cioè con uno strato estetico di porcellana sopra un core strutturale), sono potenzialmente soggette a diversi meccanismi di frattura. Studi sperimentali hanno dimostrato che le crepe possono originarsi sia nello strato superficiale sia all’interfaccia tra rivestimento e struttura interna. In particolare, le fratture che si propagano dal core verso la porcellana risultano più pericolose, poiché non vengono arrestate e tendono ad ampliarsi rapidamente.

Un altro elemento determinante è il carico occlusale. Le forze masticatorie cicliche, soprattutto in presenza di parafunzioni come il Bruxismo, aumentano significativamente il rischio di frattura. Studi clinici hanno dimostrato che il Bruxismo può moltiplicare il rischio di rottura fino a sette volte, specialmente in assenza di dispositivi protettivi come bite occlusali.

Lo spessore della ceramica ed un’attenta progettazione della corona contrastano il verificarsi di fratture, strati armonizzati di rivestimento riducono le tensioni interne ed evitano l’innesco di crepe. Inoltre la compatibilità tra materiali (core e rivestimento) è cruciale: differenze nei coefficienti di espansione termica possono generare stress residui durante la fabbricazione, compromettendo la stabilità strutturale.

Infine la scelta del materiale gioca un ruolo fondamentale, inizialmente le corone metallo-ceramiche mostravano generalmente una maggiore resistenza alla frattura rispetto alle corone totalmente ceramiche, poiché il metallo assorbiva parte delle sollecitazioni. Tuttavia le nuove ceramiche ad alta resistenza hanno ridotto questo divario, eliminando quasi completamente il rischio di fratture.

Bibliografia essenziale