La salute orale è strettamente connessa alle abitudini alimentari: ciò che mangiamo non solo influenza il rischio di carie e malattie gengivali, ma modula anche la composizione del microbiota orale, i processi infiammatori locali e la capacità dei tessuti orali di mantenere integrità e funzione. Una visione integrata dell’alimentazione e della salute orale è quindi cruciale per la prevenzione e la gestione delle patologie del cavo orale.

Meccanismi biologici di interazione tra dieta e salute orale
La carie dentale è una malattia multifattoriale, ma senza la presenza di carboidrati fermentabili (soprattutto zuccheri liberi) non può svilupparsi. I batteri cariogeni della placca metabolizzano questi zuccheri producendo acidi che demineralizzano lo smalto dentale, portando alla lesione cariosa.
Allo stesso modo, un eccessivo apporto di zuccheri è correlato a uno stato infiammatorio sistemico e locale che può favorire la malattia parodontale. La dieta influenza la salute gengivale tramite meccanismi immunitari, metabolici e microbici: ad esempio, diete ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi tendono a promuovere uno stato pro-infiammatorio e alterare il microbiota orale verso specie più patogene.
In un contesto metabolico più ampio, molti nutrienti essenziali — quali le vitamine (C, D e del gruppo B), il calcio e gli acidi grassi polinsaturi — supportano la funzione immunitaria e la salute dei tessuti duri e molli del cavo orale, mentre carenze possono comprometterne la risposta difensiva.

Zuccheri fermentabili e carie
Numerose evidenze epidemiologiche e cliniche indicano che l’assunzione di zuccheri liberi è il principale fattore dietetico associato alla carie dentale. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di limitare l’apporto di zuccheri aggiunti a <10 % dell’energia totale, suggerendo potenziali benefici ulteriori se ridotti a <5 %, soprattutto per diminuire il rischio di carie nel corso della vita.
Il meccanismo chiave è la capacità dei saccaridi fermentabili, in particolare il saccarosio, di essere metabolizzati dai batteri della placca per formare polisaccaridi extracellulari e acidi organici, che abbassano il pH nel biofilm e favoriscono la demineralizzazione dello smalto.
A livello pratico, la frequenza di consumo è critica: spuntini continui o bevande dolci tra i pasti prolungano l’esposizione acida e aumentano il rischio di carie.
Alimentazione e malattie gengivali/parodontali
La salute gengivale e parodontale è influenzata non solo dalla presenza di placca e igiene orale, ma anche da processi metabolici e nutrizionali. Un’alimentazione ricca di nutrienti antinfiammatori — come omega-3, antiossidanti (vitamina C, polifenoli) e fibre — può contribuire a modulare la risposta immunitaria e ridurre l’infiammazione gengivale.
Una revisione sistematica recente ha evidenziato che un elevato consumo di zuccheri liberi è associato a un maggiore rischio di gengivite e parodontite, probabilmente attraverso effetti combinati su metabolismo sistemico, infiammazione e microbioma orale.
Analogamente, diete salutari (basso contenuto di carboidrati fermentabili, alto apporto di fibre e micronutrienti) sono state associate a miglioramenti dei parametri gengivali e a una composizione della placca meno favorevole ai patogeni.

Nutrienti chiave per il benessere orale
• Calcio e fosfati: fondamentali per la mineralizzazione dello smalto e dei tessuti ossei di supporto.
• Vitamina D: contribuisce alla regolazione minerale e alla funzione immunitaria, potenzialmente influenzando carie e parodontite.
• Vitamina C: essenziale per la sintesi del collagene e la salute del tessuto gengivale.
• Omega-3 e polifenoli: componenti anti-infiammatori che possono modulare la risposta immunitaria e la composizione microbiotica.
• Fibre alimentari: stimolano la produzione salivare, migliorando il naturale effetto tampone e meccanico di pulizia.
Diete salutari e modelli alimentari
Modelli alimentari ricchi di frutta, verdura, cereali integrali, pesce azzurro e grassi insaturi — come la dieta mediterranea — non solo migliorano la salute cardiovascolare e metabolica, ma sono associati anche a una riduzione dell’infiammazione gengivale e a migliori esiti parodontali in studi trasversali recenti.
Al contrario, diete ad alto contenuto di zuccheri aggiunti, bevande zuccherate, alimenti altamente processati e grassi saturi sono correlate con un aumento della carica di batteri patogeni nella placca e con un profilo infiammatorio sfavorevole.

Considerazioni per la pratica clinica
L’integrazione dell’educazione nutrizionale nei programmi di prevenzione odontoiatrica può rafforzare le strategie di riduzione del rischio di carie e malattie gengivali. Ciò comprende:
- Ridurre l’assunzione di zuccheri aggiunti e limitare spuntini frequenti ad alto contenuto fermentabile.
- Promuovere un apporto adeguato di vitamine, minerali e fibre attraverso alimenti naturali.
- Supportare abitudini di vita salutari che integrino una buona igiene orale con scelte alimentari consapevoli.
La relazione tra alimentazione e salute orale è complessa e ampiamente documentata: una dieta ricca di zuccheri fermentabili è un fattore causale per la carie dentale, mentre modelli alimentari ricchi di nutrienti essenziali e componenti anti-infiammatori sono associati a un migliore stato di salute gengivale e orale. Integrare la consulenza dietetica nella pratica odontoiatrica può migliorare gli esiti clinici e contribuisce alla prevenzione delle principali patologie del cavo orale.
Riferimenti bibliografici
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